Videocrazia ed etica

17 AGO 20
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Potere della videocrazia, ossia delle televisioni e dei media in generale; il potere della casta, della loggia , dei nominati dalla politica che usufruiscono "ad libitum" di questi mezzi.Noi mortali, dobbiamo aspettaremesi per farci pubblicare una riga, per "esserci". La spudoratezza ormaiostentata della videocrazia ha toccato il vertice a Ballarò, quando RenataPolverini ha dichiarato che "ci vuole coraggio per entrare in politica".Sonosicuro che la pensiate come me, ci vuole coraggio per uscire dalla politica,per smetterla con la politica, non certo per entrarci.La seconda repubblicaha ormai definitivamente sepolto l'idea della causa politica come servizioad uno stato, ad un popolo, ad una nazione, ad una comunità e perfino ad un cittadino.Si è perso ormai completamente il sommo valore dell'etica e delcomportamento, quindi del "servizio".Oramai è prassi consolidata non da oggi, alla faccia delle dichiarazioni buoniste, più che servire lo stato, "ci si serve dello stato" per le proprie carriere e per il successo privato.Lo stato non è più una istituzione etica, portatore di valori che insegnano ed educano, ma solo una platea per esibirsi o una cassaforte comune da "svaligiare".Come direbbe Julius Evola, viene completamente a mancare il fine "trascendente", rendendo l'azione politica puro arbitrio, occupazione del potere e privilegio personale.Mi sembra chiaro che anche il "berlusconismo" ha contribuito, almeno in parte, ad imporre il pensieroedonistico dominante che più che lo stato, bisogna servire solo sè stessi!